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lunedì 28 maggio 2012

Realta aumentata

Per realtà aumentata (in inglese augmented reality, abbreviato AR), o realtà mediata dall'elaboratore, si intende l'arricchimento della percezione sensoriale umana mediante informazioni, in genere manipolate e convogliate elettronicamente, che non sarebbero percepibili con i cinque sensi.
Il cruscotto dell'automobile, l'esplorazione della città puntando lo smartphone, il Kinect per Xbox e la chirurgia robotica a distanza sono tutti esempi di realtà aumentata.
Gli elementi che "aumentano" la realtà possono essere aggiunti attraverso un dispositivo mobile, come uno smartphone, con l'uso di un PC dotato di webcam o altri sensori, con dispositivi di visione (per es. occhiali a proiezione sulla retina), di ascolto (auricolari) e di manipolazione (guanti) che aggiungono informazioni multimediali alla realtà già normalmente percepita.
Le informazioni "aggiuntive" possono in realtà consistere anche in una diminuzione della quantità di informazioni normalmente percepibili per via sensoriale, sempre al fine di presentare una situazione più chiara o più utile o più divertente. Anche in questo caso si parla di AR.
Nella realtà virtuale (virtual reality, VR), le informazioni aggiunte o sottratte elettronicamente sono preponderanti, al punto che le persone si trovano immerse in una situazione nella quale le percezioni naturali di molti dei cinque sensi non sembrano neppure essere più presenti e sono sostituite da altre. Nella realtà aumentata (AR), invece, la persona ha la sensazione di abitare la comune realtà fisica, pur ususfruendo di informazioni aggiuntive o di manipolazioni di quella.
La distinzione tra VR e AR è peraltro artificiosa: la realtà mediata, infatti, può essere considerata come un continuo, nel quale VR e AR si collocano adiacenti e non sono semplicemente due concetti opposti.
La mediazione avviene solitamente in tempo reale. Le informazioni circa il mondo reale che circonda l'utente possono diventare interattive e manipolabili digitalmente.

Nuvola informatica

In informatica con il termine inglese cloud computing (in italiano nuvola informatica) si indica un insieme di tecnologie che permettono, tipicamente sotto forma di un servizio offerto da un provider al cliente, di memorizzare/archiviare e/o elaborare dati (tramite CPU o software) grazie all'utilizzo di risorse hardware/software distribuite e virtualizzate in Rete.
La correttezza nell'uso del termine è contestata da molti esperti: se queste tecnologie sono viste da alcuni analisti come una maggiore evoluzione tecnologica offerta dalla rete Internet, da altri, come Richard Stallman, sono invece considerate una trappola di marketing.
È noto come, utilizzando varie tipologie di unità di elaborazione (CPU), memorie di massa fisse o mobili come ram, dischi rigidi interni o esterni, Cd/DVD, chiavi USB, eccetera, un computer sia in grado di elaborare, archiviare, recuperare programmi e dati. Nel caso di computer collegati in rete locale (LAN) o geografica (WAN) la possibilità di elaborazione/archiviazione/recupero può essere estesa ad altri computer e dispositivi remoti dislocati sulla rete stessa.
Sfruttando la tecnologia del cloud computing gli utenti collegati ad un cloud provider possono svolgere tutte queste mansioni, anche tramite un semplice internet browser. Possono, ad esempio, utilizzare software remoti non direttamente installati sul proprio computer e salvare dati su memorie di massa on-line predisposte dal provider stesso (sfruttando sia reti via cavo che senza fili).

intelligenza artificiale

Con il termine intelligenza artificiale (o IA, dalle iniziali delle due parole, in italiano) si intende generalmente l'abilità di un computer di svolgere funzioni e ragionamenti tipici della mente umana.
L'intelligenza artificiale è una disciplina dibattuta tra scienziati e filosofi, la quale manifesta aspetti sia teorici che pratici.

Nel suo aspetto puramente informatico, essa comprende la teoria e le tecniche per lo sviluppo di algoritmi che consentano alle macchine (tipicamente ai calcolatori) di mostrare un'abilità e/o attività intelligente, almeno in domini specifici.
Uno dei problemi principali dell'intelligenza artificiale è quello di dare una definizione formale delle funzioni sintetiche/astratte di ragionamento, meta-ragionamento e apprendimento dell'uomo, per poter poi costruire dei modelli computazionali che li concretizzano e realizzano (in modo "goal-oriented").
L'espressione "Intelligenza Artificiale" (Artificial Intelligence) fu coniata nel 1956 dal matematico americano John McCarthy, durante uno storico seminario interdisciplinare svoltosi nel New Hampshire. Secondo le parole di Marvin Minsky, uno dei "pionieri" della I.A., lo scopo di questa nuova disciplina sarebbe stato quello di "far fare alle macchine delle cose che richiederebbero l'intelligenza se fossero fatte dagli uomini".

lunedì 19 dicembre 2011

Fogli A4

Con formato carta si indica la dimensione (lunghezza per altezza) di un foglio di carta. Sono esistiti molti standard differenti sui formati carta in diversi periodi e paesi, ma ad oggi sono due i più comuni: lo standard internazionale (l'A4 e i suoi derivati) e i formati nordamericani.
Lo standard internazionale del formato carta, l'ISO 216, si basa sullo standard tedesco DIN 476. I formati ISO sono basati tutti su un unico aspect ratio della Radice quadrata di 2, o approssimativamente 1:1.4142. Il formato base è un foglio di carta di 1 . I formati successivi (A1, A2, A3 e così via) si ottengono semplicemente tagliando a metà la carta sul lato più lungo. Il formato più usato e conosciuto è l'A4 (210 × 297 mm).
Il maggiore vantaggio di questo sistema è la correlazione fra le grandezze dei formati: se un foglio con un aspect ratio di √2 viene diviso in due metà uguali parallelamente al suo lato più corto, allora anche le due metà avranno un aspect ratio di √2. Gli opuscoli piegati di qualsiasi formato possono essere ricavati dai fogli di una misura più grande, ad esempio dai fogli A4 si possono ottenere opuscoli di formato A5. Questo sistema permette di scalare da un formato all'altra senza compromettere l'aspect ratio – come accade con le fotocopiatrici da ufficio che permettono di passare ad esempio un A4 ad A3 o viceversa senza alcun problema di deformazione dell'aspetto del documento.

lunedì 5 dicembre 2011

FORMATO FOGLI A4

Con formato carta si indica la dimensione (lunghezza per altezza) di un foglio di carta. Sono esistiti molti formati carta in diversi periodi e paesi, ma ad oggi sono due i più comuni: lo standard internazionale (l'A4 e i suoi derivati) e i formati nordamericani Lo standard internazionale del formato carta, l'ISO 216, si basa sullo standard tedesco DIN 476. I formati ISO sono basati tutti su un unico aspect ratio della Radice quadrata di 2, o approssimativamente 1:1.4142. Il formato base è un foglio di carta di 1 (A0). I formati successivi (A1, A2, A3 e così via) si ottengono semplicemente tagliando a metà la carta sul lato più lungo. Il formato più usato e conosciuto è l'A4 (210 × 297 mm). Il maggiore vantaggio di questo sistema è la correlazione fra le grandezze dei formati: se un foglio con un aspect ratio di √2 viene diviso in due metà uguali parallelamente al suo lato più corto, allora anche le due metà avranno un aspect ratio di √2. Gli opuscoli piegati di qualsiasi formato possono essere ricavati dai fogli di una misura più grande, ad esempio dai fogli A4 si possono ottenere opuscoli di formato A5. Questo sistema permette di scalare da un formato all'altra senza compromettere l'aspect ratio – come accade con le fotocopiatrici da ufficio che permettono di passare ad esempio un A4 ad A3 o viceversa senza alcun problema di deformazione dell'aspetto del documento. Anche la grammatura è facile da calcolare: un foglio standard A4 di 80 gr/m² pesa 5 grammi, permettendo un facile calcolo del peso contando il numero di fogli usati. I vantaggi di basare un formato carta standard su un aspect ratio di √2 erano già stati notati nel 1786 dallo scienziato tedesco Georg Christoph Lichtenberg (in una lettera a Johann Beckmann). Agli inizi del ventesimo secolo, il dottor Walter Porstmann riutilizzò l'idea di Lichtenberg creando un sistema di diversi formati carta. Il sistema di Porstmann fu introdotto come standard DIN (DIN 476) in Germania nel 1922, rimpiazzando così un'ampia varietà di formati preesistenti. Il termine "DIN A4" è tuttora di uso comune nel vocabolario tedesco.
Con formato carta si indica la dimensione (lunghezza per altezza) di un foglio di carta. Sono esistiti molti standard differenti sui formati carta in diversi periodi e paesi, ma ad oggi sono due i più comuni: lo standard internazionale (l'A4 e i suoi derivati) e i formati nordamericani Lo standard internazionale del formato carta, l'ISO 216, si basa sullo standard tedesco DIN 476. I formati ISO sono basati tutti su un unico aspect ratio della Radice quadrata di 2, o approssimativamente 1:1.4142. Il formato base è un foglio di carta di 1 (A0). I formati successivi (A1, A2, A3 e così via) si ottengono semplicemente tagliando a metà la carta sul lato più lungo. Il formato più usato e conosciuto è l'A4 (210 × 297 mm). Il maggiore vantaggio di questo sistema è la correlazione fra le grandezze dei formati: se un foglio con un aspect ratio di √2 viene diviso in due metà uguali parallelamente al suo lato più corto, allora anche le due metà avranno un aspect ratio di √2. Gli opuscoli piegati di qualsiasi formato possono essere ricavati dai fogli di una misura più grande, ad esempio dai fogli A4 si possono ottenere opuscoli di formato A5. Questo sistema permette di scalare da un formato all'altra senza compromettere l'aspect ratio – come accade con le fotocopiatrici da ufficio che permettono di passare ad esempio un A4 ad A3 o viceversa senza alcun problema di deformazione dell'aspetto del documento. Anche la grammatura è facile da calcolare: un foglio standard A4 di 80 gr/m² pesa 5 grammi, permettendo un facile calcolo del peso contando il numero di fogli usati. I vantaggi di basare un formato carta standard su un aspect ratio di √2 erano già stati notati nel 1786 dallo scienziato tedesco Georg Christoph Lichtenberg (in una lettera a Johann Beckmann). Agli inizi del ventesimo secolo, il dottor Walter Porstmann riutilizzò l'idea di Lichtenberg creando un sistema di diversi formati carta. Il sistema di Porstmann fu introdotto come standard DIN (DIN 476) in Germania nel 1922, rimpiazzando così un'ampia varietà di formati preesistenti. Il termine "DIN A4" è tuttora di uso comune nel vocabolario tedesco.

lunedì 7 novembre 2011

COS'è UN FORUM ?

Un forum è, come dice la parola stessa, un luogo di incontro e discussione su un tema concordato al momento della creazione dello stesso. Esistono nel web forum di ogni argomento! Per creare un proprio forum occorre avere una certa dimestichezza con il web e, per iniziare, utilizzare servizi-società che offrono questa possibilità gratuitamente. In italia una delle compagnie più note è forumfree.net, qui troverai, con una semplice iscrizione, le istruzioni semplici per creare il tuo forum!

cos'è un tag

In informatica, un elemento HTML (spesso chiamato anche tag HTML) indica una struttura in un documento HTML e un metodo per ordinare gerarchicamente i contenuti. Più specificatamente, è un elemento SGML che soddisfa i requisiti di uno o più DTD HTML. Gli elementi HTML consistono generalmente di quattro parti: un "tag di apertura" che definisce l'inizio di un elemento, i suoi attributi e i relativi valori, dei contenuti e un "tag di chiusura". Il tag di chiusura è opzionale per molti elementi; in pochissimi casi un "elemento vuoto" non ha contenuti o tag di chiusura.
Gli elementi XHTML vanno sempre chiusi. Gli elementi vuoti si chiudono aggiungendo una "/", come nei tag di chiusura (per questioni di retrocompatibilità è meglio mettere uno spazio prima della barra ).
Gli elementi possono rappresentare intestazioni, paragrafi, collegamenti ipertestuali, elenchi, oggetti multimediali incorporati e diverse altre strutture.
Ci sono alcuni elementi che non sono parte di nessun DTD ufficiale, ma sono supportati da alcuni browser e utilizzati da alcune pagine web. Tali elementi possono essere ignorati o visualizzati impropriamente da browser che non li supportano.
Informalmente, gli elementi HTML sono qualche volta chiamati tag (un esempio di sineddoche), pensando che molti preferiscano il termine 'tag' in riferimento alle strutture semantiche che delimitano l'inizio e la fine di un elemento.
XHTML è il successore dell'HTML; XHTML 1.0 è compatibile all'indietro con HTML, mentre XHTML 2.0
http://www.google.it/search?hl=it&source=hp&q=cos%27%C3%A8+una+tag+internet&gbv=2&oq=cos%27%C3%A8+una+tag+&aq=2v&aqi=g-v1&aql=1&gs_sm=c&gs_upl=281l6703l0l8750l18l17l1l4l4l0l265l2033l2.6.4l12l0